Dopo la morte di Mahsa Amini, in tutto il mondo da giorni si protesta compiendo gesti di grande valore simbolico, come bruciare in piazza lo hijab o tagliarsi i capelli.
A Palermo si sono riuniti in tanti, donne e uomini, che hanno protestato svestendosi del velo nero e accendendo una candela come segno di luce e di speranza.
Palermo, il litorale di Mondello ❤️
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L'eccidio https://noblogo.org/panormus/leccidio
“𝐋’𝐀𝐫𝐭𝐞 𝐫𝐢𝐧𝐧𝐨𝐯𝐚 𝐢 𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐢 𝐞 𝐧𝐞 𝐫𝐢𝐯𝐞𝐥𝐚 𝐥𝐚 𝐯𝐢𝐭𝐚. 𝐕𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐜𝐞𝐧𝐞 𝐢𝐥 𝐝𝐢𝐥𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐨𝐯𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐦𝐢𝐫𝐢 𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐩𝐚𝐫𝐚𝐫 𝐥’𝐚𝐯𝐯𝐞𝐧𝐢𝐫𝐞.”
Con questa epigrafe anonima, viene introdotto l’intrinseco fine ideale dell’arte, un fine propedeutico all’uomo di oggi e domani, un fine preparatorio alla civiltà.
l'Arte (quella con la A maiuscola) ha il dovere di stimolare i popoli ad ambire a migliorarsi.
Una continua ricerca di superare se stessi per preparare un domani più giusto e armonioso.
Il Carcere di Palazzo Steri, utilizzato dall’inizio del ‘600 alla fine del ‘700 dall’inquisizione spagnola per imprigionare tutti i cittadini scomodi per la vita sociale, politica e soprattutto religiosa dell’antica città di Palermo.
I graffiti riscoperti, ci comunicano pensieri e stati d’animo struggenti, che arrivano a noi in modo diretto, opere realizzate nel buio per rimanere nel buio, che ci raccontano il dramma della prigionia più infame, perché spesso ingiusta.
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𝗦𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗥𝗼𝘀𝗮𝗹𝗶𝗮, 𝗣𝗮𝘁𝗿𝗼𝗻𝗮 𝗱𝗶 𝗣𝗮𝗹𝗲𝗿𝗺𝗼, 𝗱𝗶𝗽𝗶𝗻𝘁𝗮 𝗱𝗮𝗹 𝗽𝗶𝘁𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗳𝗶𝗮𝗺𝗺𝗶𝗻𝗴𝗼 𝗩𝗮𝗻 𝗗𝘆𝗰𝗸
La grande pala di Santa Rosalia che intercede contro la peste, dipinta da Antoon Van Dyck mentre era in quarantena in Sicilia.
Van Dyck era arrivato a #Palermo nel 1624 su invito del vicerè spagnolo che voleva farsi ritrarre dal giovane già affermato artista di corte.
Di lì a poco la città fu colpita da una pestilenza che provocò 10 mila morti, tra cui lo stesso vicerè, pari al 10 per cento della popolazione.
L'allora 25enne pittore fiammingo guardava con orrore dal suo isolamento la chiusura del porto, gli ospedali incapaci di reggere l'afflusso degli infetti, i lamenti dei malati e dei moribondi nelle strade.
Un barlume di speranza alla città in ginocchio lo diede la scoperta, da parte di un gruppo di Francescani, di resti di ossa tra cui un cranio che l'arcivescovo Giannettino Doria attribuì a Santa Rosalia, nobile della famiglia dei Sinibaldi, vissuta nel dodicesimo secolo.
Le reliquie furono portate in processione l'anno dopo attraverso le strade, mentre i casi di contagio si abbassavano: la "Santuzza" aveva salvato la città.
Spodestando altri santi come Cristina, Oliva, Ninfa e Agata, Rosalia resta a oggi la Patrona di Palermo.
Palermo "Stupor Mundi", città dai mille volti, segnata da secoli di storia e dominazioni che hanno lasciato traccia sia a livello culturale che architettonico. Nel capoluogo siciliano le testimonianze del suo passato, segnato dall’avvento di fenici, greci, romani, arabi e normanni rivivono tutt’ora grazie alla maestosità del suo patrimonio artistico inserito in un contesto brulicante di vita, dialetti e tradizioni popolari.