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Due letture che aiutano a comprendere il contesto storico e politico che si è sviluppato tra la fine degli anni '60 e gli anni '70.

«Prendete un ragazzino e destinatelo alla povertà. Poi spedito lontano da sua madre in un posto dove non vuole stare e se disubbidisce punitelo severamente. Mettetegli davanti agli occhi dei vecchi abbandonati, fategli anche subire qualche molestia dai preti. Quando diventa grande mostrategli che la polizia e i carabinieri sono li per fregarlo, in nome della legge, della sicurezza e delle persone perbene.
Che potete aspettarvi? che si faccia sfruttare contento? Che vi dica grazie? Appena può quell’animale morderà, non penserà nemmeno di essere una vittima, morderà e basta. Se avrà uno straccio di motivazione morderà ancora più contento. Non è necessario che siano grandi ideali, possono essere i codici della malavita, possono essere fanatismi religiosi. Vi siete fatti un nemico, dovrete costruire posti dove tenerlo chiuso, dovrete schiacciarlo.
Lui proverà a ragionare, forse arriverà addirittura a pensare di lottare insieme agli altri e di poter vincere. Come si vince? Questo non è facile. La prima cosa è abbandonare le illusioni, la seconda è comprendere che bisogna organizzarsi.
I ribelli ci mettono un po’ di tempo a capire queste cose. Si attaccano a sogni di rivalsa individuale, disprezzano la disciplina perché pensano che sia un segno di debolezza, ma a certe condizioni un ribelle può diventare un rivoluzionario, e questa è una vittoria. Non perché qualcuno, uno studente o un operaio lo abbia fatto entrare in una casa pulita e ordinata, ma perché la sua rabbia ha trovato un orizzonte, e questo orizzonte diventa la sua vita.»

---[Pasquale Abatangelo, Correvo pensando ad anna]

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