Io non sono del ramo e quindi chiedo conferma, ma “tutti gli uomini la pensano allo stesso modo, che è il modo di pensare di un assassino” non è pregiudizio analogo a “tutte le donne parcheggiano allo stesso modo, che è il modo di parcheggiare di un’imbranata”? È una mia sensazione o c’è una forte tendenza al massimalismo, al manicheismo, allo scontro tra il bene e il male dove ognuno si sente dalla parte del bene e il male è sempre altrove, “straniero” e diverso da sé?

vanityfair.it/article/valeria-

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@gubi purtroppo è uno degli effetti negativi della rete e della comunicazione di oggi, dove chiunque si sente chiamato ad esprimere opinioni su fenomeni davvero complessi con la pretesa di dire qualcosa di fondamentale. Non ci si accontenta di esprimere sgomento, rabbia e tristezza per poi prendere posizione, nel sociale e in privato riportando le emozioni nella vita perché possano orientarci nelle scelte. La pretesa è solo quella di esprimere teoremi ai quali poi segue il disimpegno più totale, infatti le cose non cambiano e si ripetono sempre uguali con i teatrini anch'essi immutati. È la deriva della chiacchiera (nel senso indicato da Heidegger) portata in rete, cioè in uno spazio dominato spesso da pippe mentali senza alcun ritorno nella vita vissuta.

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