@alda7069 ciò che è davvero inquietante è che quel giornale parla a persone che si aspettano quel tipo di narrativa, la desiderano, ci si riconoscono.
«È così per l’informazione.
Quale che sia il suo contenuto, politico, pedagogico, culturale, lo scopo è sempre quello di avere un senso, di tenere le masse sotto il senso. Imperativo della produzione del senso che si traduce nell’imperativo, rinnovato senza posa, di moralizzazione dell’informazione: informare meglio, socializzare meglio, elevare il livello culturale delle masse etc. Sciocchezza: le masse resistono scandalosamente a questo imperativo della comunicazione razionale. Gli si offre il senso, vogliono lo spettacolo. Nessuno sforzo ha mai potuto convertirle alla serietà dei contenuti e neanche alla serietà del codice. Gli si danno dei messaggi, esse non vogliono che segni, idolatrano il gioco dei segni e degli stereotipi, idolatrano tutti i contenuti purché si risolvano in una sequenza spettacolare. Ciò che esse rigettano è la “dialettica” del senso. »
---[J. Baudrillard, All'ombra delle maggioranze silenziose, Mimesis Ed.]