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Ermes ritrova tra i miei vecchi libri
un'edizione del _Piccolo principe_.
Dunque era lì, mi dico: e l'apro.
Ed ecco la sua dedica: "Per come
uno ha domesticato l'altro, senza
lasciarci spaventare dalle spine".
E la sua foto. È in Svizzera, a Gruyeres.
Il suo sorriso acerbo e malizioso
quell'aria di bambina impertinente
gli occhi celesti, i dreads, la croce al collo.

Ricordo in giorno in cui prese quel libro
ci scrisse qualche cosa e me lo diede
con noncuranza quasi; ed io rimasi
stordito come sempre quando accade
la bellezza. Era estate. Poi fu il tempo
del dolore che lascia cicatrici.
E me ne andai nel buio e nel silenzio
scavando gallerie a mani nude
nella sostanza ruvida del mondo
certo soltanto di queste mie spine
inaddomesticabili. Ed è quanto.

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