@falzefriend @neurob Eh, ecco, il tempismo maledetto. Comunque capisco bene: 43 anni, qui, tante relazioni e connessioni fino ad una certa età e poi il vuoto. E quando tutti ti raccontano che "un giorno arriverà la persona giusta" bisogna onestamente dirgli di piantarla di ripetere 'sta favoletta. Io sono spaiata, nonostante intenzioni opposte, mentre altri non riescono a passare un minuto senza finire in una relazione. Il perché non lo so, ma tant'è. Solidarietà.
@Tanachvil
A me non piace questa visione del mondo.
Per come la vedo io ci sono due modi di guardare a ciò che succede: o esiste il fato o abbiamo libero arbitrio.
Se esiste il fato, allora tutto ciò che succede è predestinato e non puoi fare nulla per cambiarlo; pertanto parlare di colpa sarebbe insensato.
Se esiste il libero arbitrio, allora le singole persone possono modificare il mondo attraverso le loro azioni.
Una persona può solo decidere di fare delle azioni personalmente, pertanto quanto le accadrà sarà conseguenza delle azioni effettivamente nel contesto in cui si trova.
Se una persona si trova in condizioni avverse, l'unica cosa che può fare è effettuare azioni che migliorino queste condizioni.
Ora, questo non è per dire che è colpa tua.
Non vedo francamente perché parlare di colpa; certe situazioni sono così difficili che neanche con tutta la buona volontà ci si può trovare una soluzione.
Tuttavia una persona, a mio avviso, può solo lamentarsi delle proprie azioni; il contesto in cui vive è quello che è e da lì si vede cosa succede in base a ciò che si fa.
Poi certo, certa gente ha proprio una sfiga della madonna!
(No, non voglio dire che non bisogna criticare la società o cercare di migliorarla)
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discorso lungo: ogni persona può agire singolarmente, non agire o agire collettivamente, di concerto con altri. Questa dimensione collettiva si è un po' persa di vista. Operaio contro padrone sono 1:1 ma cento o mille operai contro una manciata di padroni è cosa ben diversa.
Poi ci sarebbe la parte filosofica-epistemologica: non esiste solo il fato da una parte o il libero arbitrio dall'altra. Esiste il caso, o il caos, a cui tutta la Natura tende.
E la finisco qui perché è un discorso davvero lungo.
@6al non intendevo che si agisce collettivamente ma che i risultati delle nostre azioni sono spesso non facilmente prevedibili perché il nostro destino è influenzato anche dalle azioni degli altri.
Per fare un esempio, è come se ognunə di noi viaggiasse su una navicella spaziale in mezzo alle altre e per quanto noi siamo quelli che guidano e che devono cercare di fare tutto il possibile per non schiantarsi, la presenza di altri corpi influenza il nostro percorso e a meno di non essere in possesso di una navicella iperevoluta che calcoli tutte le forze in gioco e trovi sempre la strada migliore si procede all'interno di un equilibrio molto più grande di noi quindi le nostre possibilità di pilotare la navicella sono più limitate di quello che crediamo.
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@6al
Agire collettivamente è una cosa che ovviamente aiuta ed ha un potenziale molto maggiore.
Io però non posso decidere di agire collettivamente, posso solo decidere di fare delle cose come singolo.
Io non sono mille operai, posso al massimo essere un operaio ed agire come tale.
Non posso alzarmi domani mattina e decidere che mille operai scenderanno in sciopero, posso tuttavia parlare con mille operai e convincerli a scioperare con me.
Riguardo al caos, certo sono d'accordo.
Non voglio certo dire che il libero arbitrio ci permette di plasmare la realtà come più ci piace.
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@sparkit
Io parlavo ad un livello molto più elementare; giusto per fare capire che secondo me lamentarsi di ciò che succede e di com'è fatto il mondo è inutile.
Con azione intendo tutto ciò che una persona può fare, per tanto parlare con altri, andare in luoghi, fare nulla, dormire etc.
Certo, se si ha un certo obiettivo ci sono certi percorsi che portano a risultati migliori.
Lungi da me consigliare un percorso per trovare una soluzione ad una tale situazione.
Non è il mio mestiere ed ho già da pensare ai miei problemi, che seppur diversi sono comunque difficili da spuntare.
L'unico consiglio che mi sento di dare, è che se si sta in un contesto dove non si vive bene e dove non si possono fare le cose che si vuole fare, allora secondo me la cosa più semplice da fare è andare altrove e vedere se va meglio.
Certo, prendete questo consiglio con le pinze, dato che io sono giovane e mi sono spostato molto nella mia vita. (Infatti ora mi trovo a disagio, dato che ho la prospettiva di dover rimanere in un luogo per !!4!! anni, questi infami mi hanno allettato con un contratto di un anno che al momento della firma ho scoperto essere indeterminato...)
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"Una persona può solo decidere di fare delle azioni personalmente, pertanto quanto le accadrà sarà conseguenza delle azioni effettivamente nel contesto in cui si trova."
Più che di azioni parlerei di interazioni. A volte compiere un'azione che per qualcuno può essere semplice può voler dire scalare delle montagne perché non ci sei solo tu che analizzi la tua situazione e provi a fare cose per migliorarla ma ci sono contesti che ti permettono di diventare più consapevole in breve tempo (anche in base a quella che è la tua indole) e quindi più attivə e altri che te lo impediscono rallentandoti e facendoti sentire inadeguatə.Per me quindi è più una questione di avere i propri tempi e di trovarsi però costrettə a confrontarsi in continuazione con certi standard.
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