@Bastacosi gli studi in realtà mettono in evidenza qualcosa di abbastanza noto, una deriva che è in atto da molto tempo e che nasconde un altro fenomeno a fondamento: l'incapacità di stare con sé senza avere una fonte esterna rispetto alla quale sentirsi vivere. È la deriva verso quella "etero direzione" che già David Reisman (The Lonely Crowd) aveva notato nell'America degli anni '50. Le brevi serie televisive rendono facile passare da uno stimolo esterno all'altro senza mai dover sostenere l'attenzione per più di tanto. La stessa deriva, molto più pericolosa, la vedete nelle scuole e nei contesti educativi, ai quali i giovani chiedono sempre più spesso soluzioni pronte all'uso e riassunti veloci (Wikipedia). Nessuno regge più la "fatica del concetto" e meno che mai l'esperienza di una intimità a sé sempre nella quale riconoscersi senza avere qualcuno o qualcosa che te la legittima. È una situazione davvero grave per le implicazioni che ha a livello sia relazionale sia anche sociale.
> l’incapacità di stare con sé senza avere una fonte esterna rispetto alla quale sentirsi vivere
esattamente. Com'è successo sempre per tutto: armi, libri, strumenti del mestiere, giornali, telecomando e oggi smartphone...
Poi, chiaramente lo smartphone ha il potere di essere tutte quelle cose oltre a uno strumento di socialità e di sintesi.
Ma come al solito il problema non è lo strumento in sé, ma la mancanza di cultura sociale e informatica
@informapirata @Bastacosi non è esattamente così, purtroppo. La situazione è molto più complessa. Ora non posso, ma più tardi provo ad articolare meglio la cosa. Quella della tecnologia come elemento neutrale è una vecchia credenza ormai ampiamente sfatata. Poi questo non vuol dire che non se ne possa fare un buon uso, ma la tecnologia, qualunque tecnologia, non è mai neutrale rispetto agli effetti che genera, molto dei quali sono automatici e inconsapevoli: ti basta prendere un coltello in mano e tutto il mondo intorno si porge nei modi di ciò che può essere tagliato. Intendo pattern neurali che si attivano automaticamente non appena tocchi il coltello.
@Gert @informapirata @Bastacosi eh si, come quando si dice che se hai un martello vedrai tutti i problemi da risolvere come chiodi (si può traslare la cosa sulle armi o sui soldi)
E McLuhan diceva il mezzo è il messaggio. Qualunque mezzo usi cambia la fruizione, il tuo rapporto con esso e l'intermediato, la realtà.
@filobus @informapirata @Bastacosi si, oltretutto oggi possiamo vedere i correlati neurali di questi fenomeni, praticamente in tempo reale, quindi non siamo più nei termini di mere interpretazioni intellettuali. Un esempio per tutti: scrivere appunti a mano rende molto più efficiente e duraturo l'apprendimento rispetto a scrivere sulla tastiera perché entrano in risonanza molte più aree corticali e centri profondi dell'encefalo quando usiamo "carta e matita". In barba a coloro che si danno un tono con i laptop nelle aule universitarie e nei convegni. Ve ne potrei citare molte di ricerche in neuroscienze che hanno permesso di trovare correlati neurali a ciò che poeti, scrittori e filosofi della tradizione fenomenologica ed ermeneutica avevano indicato.
@Gert @informapirata @Bastacosi questa parte è molto interessante. Si può intuire cosa succede, ma poi va misurato e capito con strumenti scientifici o comunque meno vaghi.
Purtroppo temo che resti limitato a chi se ne occupa per lavoro (o sbaglio?)
@filobus @informapirata @Bastacosi ...ci sono due tipi di ottusi nell'ambito delle nuove tecnologie: quelli che cercano di demonizzarle per principio, e quelli che per principio le vedono come progresso ovunque. In entrambe i casi trovi tanta, ma tanta ignoranza vestita o di vecchia scienza o di pensiero ridotto a calcolo.
M2C