La povertà fa andare gente in luoghi assurdi con la speranza di vivere meglio.
Chi diamine si trasferire be in un deserto in mezzo al nulla altrimenti?
Immaginate i cercatori d'oro, nessuno sarebbe andato in mezzo al nulla a lavorare duro solo per la prospettiva di trovare un poco d'oro se fosse stato benestante di partenza.
È utile che ci siano persone che fanno ciò.
Ora, come si può fare per far sì che tutti abbiano una buona vita e non vivano in povertà ma che alcune persone si spingano comunque a fare cose del genere?
Si potrebbe ad esempio istituire un fondo perduto per le grandi imprese, ma non so comunque quanto funzionerebbe bene.
Voi avete idee?
@rastinza
Perché si dovrebbe spingere le persone a distruggere un mezzo continente per delle pepite di metallo?
Mi sfugge l'utilità sociale di questo genere di cose, soprattutto considerato i danni che fanno.
@NicholasLaney
Considera che qui in Spagna ci sono paesini in mezzo al nulla con un clima di merda in mezzo al deserto.
La gente ci sta e coltiva il deserto.
Le prime persone che ci sono andate l'hanno fatto probabilmente per cercare fortuna.
Pensa al problema dell'inurbamento, che in Italia è molto presente.
@rastinza
Non risponde alla domanda: perché dovrei convincere persone ad andarsene, non per vivere in un posto migliore, ma in luogo inospitale per fare una vita di merda al fine ricavare una qualche risorsa, con inevitabile impatto ambientale?
La domanda chiave secondo me è: "perché cerca gente prova un bisogno irrefrenabile di possedere più di quanto può consumare e non ha alcuna intenzione di condividerlo?"
@GustavinoBevilacqua @rastinza
E ora che forse, dico forse, ci siamo lasciati la parte peggiore del colonialismo alle spalle, ci serve davvero la stessa mentalità?
Qual'è la vera utilità sociale di coltivare un deserto, estrarre delle materie prime rare, o trasformare foreste in allevamenti di bestiame?
Ne beneficiamo tutti o in larga parte è per il benessere di pochi, che guarda a caso raramente sono gli stessi che vanno là a rischiare il culo?
@NicholasLaney
Stai parlando della distribuzione delle risorse.
Per poterle distribuire bene devi comunque averle.
L'utilità sociale di coltivare il deserto è produrre cibo ed evitare ulteriore desertificazione.
Estrarre metalli permette di fare moltissime cose altrimenti impossibili, come costruire mezzi di trasporto o computer che hanno rivoluzionato e migliorato la vita delle persone.
Il fatto che in questo momento solo alcune persone beneficino di ampie ricchezze è il motivo per cui faccio questa domanda: come si può migliorare un sistema che funziona se non identificandone uno migliore?
Per evitare la povertà a tutti bisognerà fornire queste risorse a tutti, quindi comunque ci dovrà essere qualcuno che le produce o le estrae.
Uno dei problemi è questo: come spingere la gente a fare cose utili che tuttavia qualcuno farebbe solo se spinto da povertà in questo momento?
L'inurbamento è un ottimo esempio: in Italia la gente è ricca e nessuno vuole più vivere nei paesini, questo crea vari problemi.
@GustavinoBevilacqua
@rastinza
Mi sa che partiamo da punti di vista molto diversi, non credo di poter rispondere alla tua domanda iniziale.
@GustavinoBevilacqua
@NicholasLaney
Io credo che sia una domanda importante per chiunque creda in un mondo più egualitario e senza povertà.
Non basta indicare i problemi, bisogna anche proporre delle soluzioni; per quanto pessime che siano si possono poi migliorare individuandone i problemi.
"Qual'è la vera utilità sociale di coltivare un deserto, estrarre delle materie prime rare, o trasformare foreste in allevamenti di bestiame"
Da quanto dici sembra che tu preferiresti che queste cose non si facessero, può darsi che effettivamente non siano necessarie per il benessere delle persone; ma io lo dubito.
Ragionando così si può anche dire che non vi è utilità nel lavorare in ufficio, in fabbrica, nei campi e negli ospedali.
Potremmo anche tutti metterci d'accordo e smettere di fare tutte queste cose e vivere tutti come pari senza povertà.
Però a quel punto, il fatto che nessuno abbia nulla non vuol dire che siamo tutti ricchi.
Nessuno farebbe nulla e vivremmo tutti nella miseria in quanto ci mancherebbero le cose che ci fanno stare bene.
@GustavinoBevilacqua
@rastinza
No, per come è organizzato oggi il lavoro l'utilità di oggi è il disastro di domani.
In realtà potremmo vivere benissimo con il 50% della produttività se fosse ben distribuita, e il punto non è estrarre nuove risorse o coltivare più campi, è ridurre, riutilizzare e riusare meglio ciò che già abbiamo.
@GustavinoBevilacqua
@NicholasLaney
L'espansione delle città danneggia molto di più l'ambiente che i paesini dispersi tra le montagne che invece convivono con i boschi.
@GustavinoBevilacqua
@rastinza
Cmq è evidente che partiamo da presupposti molto diversi, e una piattaforma di micro-blogging non è il posto migliore per fare discorsi articolati, inoltre non sono interessato ad atteggiarmi a maestro di nessuno.
Per me il discorso finisce qua.
@GustavinoBevilacqua
@rastinza
Odio dirlo, ma la visione idilliaca del paesino con le casette di legno, le mucche, i prati in fiore e i contadini tirolesi non è esattamente una descrizione accurata della realtà.
Il "paesino appeninico" da cui vengo io è diventato una cazzo di zona indistriale.
@GustavinoBevilacqua